Perchè si dice "Inferno del Nord"?
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H-OT-N è l’acronimo di Hell of the North, nome che prende ispirazione dalla Regina delle Classiche, la leggendaria Parigi-Roubaix, la classica di un giorno più iconica, ma da dove arriva il termine "Inferno del Nord"?
La risposta a questa domanda non è così scontata come sembra e per trovarla dobbiamo tornare al 1896, anno in cui nacque la Parigi–Roubaix.
La prima edizione, lunga “soli” 280 km, era considerata quasi una gara di riscaldamento rispetto alle ben più popolari Parigi-Brest-Parigi e Bordeaux–Parigi.
Alle 5:30 del 19 aprile 1896 partì ufficialmente la prima edizione che si concluse intorno alle 14:30 quando, dopo aver affrontato strade sterrate, percorsi pieni di buche e 50 km di pavé, il tedesco Josef Fischer tagliò per primo il traguardo all’interno del velodromo di Roubaix precedendo Meyer e Garin.
I tratti in pavé, sebbene caratteristici della regione, non furono le superfici peggiori che quei corridori dovettero affrontare. L'asfalto, che avrebbe rivoluzionato le strade, fu brevettato solo nel 1901 e, all’epoca, tutte le corse “su strada” si svolgevano su percorsi irregolari e imprevedibili.
Fu solo nel 1919 che la leggenda della Roubaix cominciò a prendere forma. Quella fu la prima edizione dopo la devastazione della Prima guerra mondiale: in cinque anni, gran parte della Francia settentrionale e del Belgio erano stati ridotti a un deserto.
La guerra colpì duramente anche il gruppo dei professionisti. Eppure c’era la forte convinzione che lo spettacolo dovesse continuare, che la vita normale dovesse, in qualche modo, riprendere. Per questo gli organizzatori inviarono un giornalista e il corridore Eugène Christophe a ispezionare il percorso in automobile. Tornarono con l’immagine di una devastazione totale.
Lo storico del ciclismo Les Woodland traduce così il loro rapporto:
“ Il paesaggio non era altro che desolazione.
Gli alberi abbattuti somigliavano vagamente a scheletri, le strade erano collassate e piene di buche oppure erano state cancellate dalle bombe.
La vegetazione, rara, era stata sostituita da veicoli militari in condizioni pietose.
Le case dei villaggi non erano altro che muri nudi; ai loro piedi, mucchi di macerie.
Questo è davvero l’inferno del nord ”
La corsa fu fatta rinascere, significativamente, la domenica di Pasqua del 1919.
Questa scelta però infastidì non poco la Chiesa poiché ciclisti e spettatori non avrebbero potuto recarsi alla messa di Pasqua. Gli organizzatori provarono a mettere a disposizione una cappella per celebrare le funzioni prima della partenza, ma la soluzione non accontentò nessuno, poiché la partenza era fissata per le 4:00 del mattino. Fu così che l'edizione del 1919 venne rinviata di due settimane e disputata il 19 aprile.
La vittoria andò a Henri Pélissier, uno dei pochi ad aver corso anche prima della guerra e l'unico con una bicicletta nuova (in tempi di guerra, visto che i materiali scarseggiavano, la priorità non era sicuramente quella di costruire biciclette da corsa). Dei 139 iscritti, partirono in 77 e solo 25 arrivarono al traguardo. Quella edizione si decise quando Pélissier, insieme ad altri due corridori, scese dalla bici e scavalcò un treno fermo che bloccava il passaggio a livello.
“ Questa non è stata una corsa, è stato un pellegrinaggio ”
Dichiarò Pèllissier dopo aver tagliato il traguardo.
Qualche anno dopo un altro passaggio a livello diventerà celebre per altri motivi, ma questa è un altra storia..